Un asino udì frinire delle cicale e, invidioso della loro bella voce,  chiese che cosa mangiassero per poter emettere tali suoni. “Aria e rugiada” risposero le cicale. E l’asino, aspettando la rugiada, morì di fame.
Cosi anche coloro che hanno aspirazioni contro natura oltre a non concretizzarle vanno incontro alle peggiori disgrazie.  

Esopo, V secolo a.C. Favole, L’asino e le cicale

 

 

in vigna

breve glossario delle più importanti operazioni in vigna per la qualità del nostro vino

 

 

Asciugatura: passaggio con diffusori d’aria per prevenire la formazione di muffe dopo eventi piovosi prossimi alla vendemmia.

Cure fitosanitarie biologiche: trattamenti con soluzioni acquose di rame contro la malattia fungina detta Peronospora e trattamenti con polveri di zolfo contro malattie fungine come l’Oidio e la Botrite.

Diradamento: selezione dei grappoli o delle parti di grappolo che si prevede di portare a maturazione ed
eliminazione dei grappoli o delle parti di grappolo che non favoriscono la qualità del vino; interventi fatti
normalmente in due momenti, in prossimità dell’invaiatura e prima della vendemmia.

Erpicatura: movimentazione della terra in prossimità delle viti per diminuire la disidratazione dei terreni
(interruzione delle perdite per capillarità del terreno).

Fasi fenologiche: principali momenti dello sviluppo della pianta ovvero germogliamento, fioritura e invaiatura (passaggio dell’acino dal colore verde a quello della varietà e cambiamento della consistenza della polpa da dura a morbida). L’esatto momento dell’anno in cui avvengono tali fasi caratterizza varietà precoci come Moscato giallo e Malvasia, da varietà tardive tra cui normalmente si collocano i lambruschi quali Salamino e Grasparossa.

Inerbimento: controllo del tappeto erboso nei filari con sfalci frequenti lasciando i le erbe sul suolo come arricchimento delle sostanze organiche

Potatura secca: scelta delle gemme che porteranno i frutti, scelta effettuata con metodi differenti sulle singole
piante per raggiungere il più completo equilibrio tra foglie e frutti.

Potatura verde: controllo della vegetazione, cimatura (taglio all’apice) dei tralci, sfogliatura o eliminazione
delle foglie che ombreggiano i grappoli.

Spollonatura: termine usato nel gergo comune per indicare la lunga operazione di pulitura del tronco dai germogli primaverili che assorbono forza e nutrimento ai grappoli.

Vitigni autoctoni: varietà di vite storicamente legate ad una zona.
Nella provincia di Reggio Emilia alla metà del ‘700 il numero di vitigni coltivati era di oltre un centinaio.
Alcuni dei nostri vitigni riscoperti sono: la Spergola, il Montericco, la Sgavetta ed il Malbo Gentile.

Zappatura: intervento manuale su tutte le viti ai primi due anni di impianto per eliminare le erbe vicine alla radice e mantenere la freschezza del terreno

 

in cantina

breve glossario delle più importanti operazioni di vinificazione per la qualità del nostro vino

  

Affinamento in botte: maturazione dei vini in botti che da molti anni sono usate nella nostra cantina permettendo
una completa evoluzione dei tannini e degli aromi.

Affinamento in tino: mantenimento dei vini sulle naturali fecce fini di fermentazione senza filtrazione con aumento della complessità e della persistenza dei vini.

Appassimento: distribuzione dei grappoli in cassette piccole e monostrato, mantenute ad ambiente naturale per
alcuni mesi, al fine di portare una disidratazione degli acini e un conseguente aumento del grado zuccherino del futuro mosto.

Bandita la Chiarifica ovvero l’aggiunta al vino di argille o altri prodotti per l’illimpidimento guidato dei vini.

Bandita la filtrazione stretta ovvero l’utilizzo di filtri fini per ottenere la brillantezza dei vini.

Bandito l’impiego dei trucioli aromatizzanti detti cheeps.

Diraspatura: separazione del raspo dei grappoli dai chicchi (sgranatura), ottenimento della prima fase di lavorazione delle uve con l’avvio della macerazione degli nel mosto.

Fermentazione alcolica: trasformazione degli zuccheri dell’uva in alcool ad opera dei lieviti naturamente abitanti sulla buccia. I lieviti ritenuti idonei e utili a corrette fermentazioni sono riuniti sotto il nome del lievito
ritenuto tale per eccellenza: Saccharomyces cerevisiae.

Fermentazione malolattica: trasformazione dell’acido malico presente nelle uve in acido lattico da parte dei batteri lattici naturalmente presenti nei vini, trasformazione che avviene più completamente nell’affinamento dei vini fermi.

Macerazione: conservazione degli acini a contatto con il mosto, estrazione dalla buccia e dai vinaccioli di tutto il patrimonio aromatico e gustativo che troveremo futuro vino.

Rifermentazione: trasformazione delle piccole quantità di zuccheri rimasti dalla prima fermentazione dei mosti, processo che avviene in bottiglie chiuse ermeticamente con tappi a corona per lo spumante
(successivamente sboccati) e tappi di sughero per i vini frizzanti.

Selezione grappoli in appassimento: controllo dello sviluppo delle naturali muffe del grappolo sulla buccia degli acini con l’eliminazione dei grappoli attaccati nella polpa.

Sboccatura: apertura delle bottiglie di spumante dopo almeno due anni di rifermentazione e affinamento sui lieviti.

Svinatura: separazione delle bucce e dei vinaccioli dal mosto in fermentazione, operazione che avviene dopo molti giorni di macerazione a volte dopo settimane.

Tappatura: momento dell’imbottigliamento dove il vino viene confezionato e proparato per l’affinamento più lento, quello custodito da un tappo rigorosamente in sughero evitando ogni materiale di sintesi.

Travasi: operazioni di trasferimento dei vini comunemente svolti per la separazione dei fondi fi fermentazione dal vino limpido.

                                                                            agricoltura biologica

breve glossario dei principali aspetti della coltivazione biologica della vigna

        

L’agricoltura biologica si basa sull’osservazione e sulle leggi della vita, e consiste nel nutrire e proteggere
le piante non direttamente con concimi, antiparassitari, diserbanti, ecc…ma piuttosto gli esseri viventi del suolo
e dell’ambiente che elaborano e forniscono alle piante tutti gli elementi di cui hanno bisogno
” (1).            

                                                                                                                                                                                                  

Certificazione: controllo di un ente esterno (Istituto Certificazione Etica ed Ambientale) del metodo di coltivazione adottato, controllo dei prodotti acquistati, analisi di controllo su foglie terreni e vini.

Divieto di utilizzo di antiparassitari di origine chimica, impiego di soli prodotti fitosanitari di origine naturale,
come rame e zolfo. Inoltre si applicano tecniche di lotta biologica con insetti utili e microrganismi che combattono direttamente i parassiti delle colture. In questo modo si evita di introdurre nell’ambiente sostanze chimiche tossiche all’uomo e agli animali. Queste sostanze, nel corso degli anni, porterebbero ad un indebolimento delle difese immunitarie della pianta stessa, rendendola vulnerabile alle malattie.

Divieto di utilizzo di diserbanti, sono sostituiti dallo sfalcio delle piante infestanti mediante opportune macchine trinciasermenti che tagliano regolarmente il prato fra le colture. Questa lavorazione offre la possibilità di lasciare biomassa erbacea (ovvero il residuo dello sfalcio) sul suolo, che favorisce l’attività delle api ed ospita entomofagi utili. La biomassa a sua volta viene trasformata, dai decompositori presenti nel terreno, in sostanza organica,
preziosissima per le colture.

Salubrità: i prodotti ottenuti da agricoltura biologica, sono garanzia della cura dell’ambiente e della genuinità di ciò che si mangia. E’ garantita l’assenza di additivi o conservanti; anche i solfiti sono menzionati per doveri di legge
perché prodotti dalla naturale fermentazione ma presenti a valori spesso più bassi della metà dei vini convenzionali.
E’ quindi scongiurato l’effetto mal di testa di molti vini in commercio… ma ricordiamoci che il vino,
da buona bevanda alcolica, va bevuto con moderazione.

Siepi ed elementi naturali: costituiscono delle nicchie ecologiche importanti per gli organismi utili.
In esse, infatti, questi possono trovare fonti di cibo alternativo nei periodi in cui sulle colture non ci sono parassiti
(ad es. afidi). Questi organismi utili possono essere sia insetti che uccelli. Un uccello insettivoro può infatti, in un anno, mangiare una quantità di insetti pari a cento volte il proprio peso.

In questo modo oltre a non inquinare con i diserbanti, si riesce con una singola lavorazione di sfalcio dei prati a:

1.tagliare le piante infestanti e permettere un facile accesso al frutteto

2.lasciare cibo per gli insetti e uccelli utili

3.concimare direttamente il suolo

4.mantenere un gran numero di insetti decompositori nel suolo

5.non immettere diserbanti e concimi chimici inquinanti

1. Claude Aubert, L’agricolture Biologique, 1970

 

toccati dal vino

 

“il vino vive, dalla sua nascita, in uno dei più profondi legami che l’uomo abbia mai espresso a se stesso”

il primo gesto di Noè, appena sceso dall’arca dopo il diluvio, fu di piantare una vigna

 

 

.. haò stò… vino me piace pecchee… schioccha!

incontro con l’Aresco da Corrado ad Avezzano

.. ragazzi… è un bel vino ma… ci molla li….

oste a Vignola… non era il nostro vino

Il vino è uno dei più grandi segni di civiltà del nostro mondo

Ernest Hemingway

 

 

Era una radiosa giornata di gennaio, quasi dolce, bagnata da una luce che ammorbidiva le pietre delle case.
Nei filari che striavano placidamente il paesaggio, i ceppi neri, in disordine, arrivavano all’altezza della vita…

Jean-Marie Laclavetine

 

 

Le vin, moins on le touche, mieux ça vaut.

Dans un grand vin, il y a tuojours une note suprême, mystérieusement placée, insaisissable.

Jules Chauvet

 

 

Nunc est bibendum, nunc pede libero pulsando tellus!

E’ ora di bere, è ora di battere la terra con libero piede!

Orazio

 

 

L’alito della terra vapora all’albeggiare e nei crepuscoli, già con sentori d’autunno. Stende sui campi un velario leggero. S’impiglia tra le erbe basse, e si fa spesso su cavini e fossati, dove l’acqua è immota. L’anima delle vigne freme nell’umidore, con brividi leggeri di vento a smuovere il fogliame.

Ulderico Bernardi

 

 

 
letture consigliate

Ulderico Bernardi, La festa delle vigne, ed. Santi Quaranta 2003

Jules Chauvet, ou le talent du vin, ed. Jean-Paul Rocher 1997

 

 

 

Copyright Ca de Noci 2007